Quando si è candidato a Milano in tanti avevano detto che con Giuseppe Sala non c’era poi differenza, non fosse per il fatto che Stefano Parisi era il candidato di Silvio Berlusconi e di Matteo Salvini. Ecco allora che non è così strano quello su cui i più puntano oggi, dopo che l’anziano leader del centrodestra, Berlusconi, ha scaricato Parisi, archiviando così un tentativo di leadership che lui stesso aveva immaginato. Dopo il referendum (su cui Parisi non si sta impegnando molto) l’ex candidato sindaco di Milano continuerà a lavorare sui moderati, ma non pensandosi più come un consulente di Silvio Berlusconi, e anzi come un battitore libero pronto a fondare (l’ennesima) forza responsabile. Che vuol dire di destra ma disponibile a governare con il Pd.

«Divide e litiga» è comunque il giudizio su cui è arrivato Berlusconi, «non è un leader». Riconosce che Parisi ha sempre detto di volerlo solo aiutare a mettere ordine in Forza Italia, Berlusconi, ma il giudizio sega le gambe, impedisce a Parisi di crescere. Non è insomma neanche lontanamente un possibile competitor di Matteo Renzi. Non è paragonabile perché, come ha aggiunto Berlusconi parlando con Rtl, «Renzi è l’unico vero leader». Dice così il Berlusconi analista, che conferma però il suo No al referendum di dicembre, e dà quindi un giudizio sulle sole capacità organizzative e di comunicazione del presidente del consiglio.

Parisi dunque non è l’uomo giusto, e non lo è perché non è riuscito a mettere pace in Forza Italia, avendo invece contribuito ad alimentare le liti interne tra l’anima più moderata e quella più radicale, che in questi giorni è tutta galvanizzata dalle elezioni americane. Brunetta, Toti, Santanché. E Salvini, ovviamente, che non è in Forza Italia ma è alleato strategico, un alleato che non vuole aver nulla a che fare con Parisi (e con cui Parisi d’altronde non vuole aver nulla a che fare).

Prende le parti di Salvini, Berlusconi, ricordando che con la Lega Forza Italia governa tre regioni. Anche se poi ne ha pure per lui e prova a piantare qualche paletto: «Spero che la forza populista in Italia sia solo il MoVimento 5 stelle», dice ancora, «e che la Lega possa assolutamente aderire ad una coalizione con noi». Fredda è la replica di Parisi: «Se Berlusconi vuole Salvini leader del centrodestra, perde».

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