La vittoria di Trump è solo l’ultimo trionfo di una marea che sta facendo saltare gli equilibri politici in Occidente e non solo. Le parole di Boris Johnson sul prosecco italiano e l’approccio della Gran Bretagna alla trattativa con l’Europa sono invece una delle tante manifestazioni di come il populismo stia infilandosi nel modo di agire dei governi e dei partiti tradizionali – la assenza della bandiera europea dietro al premier italiano pure sono un piccolo esempio di utilizzo della strumentazione populista. Nella primavera 2017 la Francia eleggerà il suo nuovo presidente e c’è qualche possibilità che la leader del Front National, Marine Le Pen, venga eletta. Prima, a marzo, sarà la volte dell’Olanda, dove il campione nazional-populista è Geert Wilders. Ovunque, in Europa, assistiamo all’avanzata di partiti, di destra e di sinistra, che fondano la propria identità sulla contrapposizione popolo (noi)/ poteri forti (banche, casta, finanza, musulmani….loro).

In Turchia stiamo assistendo a un passaggio cruciale di questa storia: da un presidente nazional populista e religioso (con tutte le particolarità del caso di una democrazia sui generis come quella turca) vuole cambiare la costituzione e usa strumenti autoritari. L’uso del referendum, l’appello diretto al popolo, dalla Gran Bretagna all’Ungheria è diventato uno strumento molto comune. In Italia abbiamo i cittadini a 5 Stelle e la Lega nazional-salviniana.

Cosa succede e cosa tiene assieme forze molto diverse tra loro e cosa le divide? Che tratti comuni? Che differenze tra il populismo di destra e quello di sinistra? E che interpretazioni del fenomeno? Partendo dall’esito delle elezioni Usa, su Left di questa settimana, oltre a una copertina che ci piace molto, proviamo a dare strumenti utili a capire cosa stia succedendo alla politica. Parlando con studiosi del fenomeno dagli Stati Uniti alla Scandinavia, raccontando con un reportage la trasformazione del Front National francese, ricordando un po’ di storia della politica americana.

A scriverne o parlarne sono Nadia Urbinati, Cass Mudde, Jan Werner Muller, John J. Judis, Costanza Spocci, Susi Meret, Umberto De Giovannangeli, Sheri Berman, Emanuele Ferragina, Alessandro Lanni, Martino Mazzonis. Non solo populismo: sullo stesso numero, parlando di altro argomento, trovate anche una lunga intervista di Ilaria Bonaccorsi a Gherardo Colombo sulla Giustizia e la riforma costituzionale, le parole Panos Rigas, il nuovo segretario di Syriza che prova a spiegarci cosa ne sia stato delle promesse della sinistra greca, un’intervista al leader delle Farc Timoleon Jimenez sulle prospettive di pace in Colombia dopo la bocciatura del primo accordo di pace e l’individuazione di un nuovo piano.

Ne parliamo su Left in edicola dal 19 novembre

 

SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti