Sarà con ogni probabilità Francois Fillon, ex premier, il candidato dei Repubblicani, la destra francese non lepenista, alla presidenza. Il primo turno delle primarie lo vede infatti avanti a sorpresa con il 40% dei voti, lasciando dietro il favorito Alain Juppé (30%) e l’ex presidente Sarkozy (20%). È una specie di rivolta anche questa: Fillon tre mesi fa era dato al 10%, con gli altri due contendenti che si inseguivano attorno al 30%.
La prima notizia è però, per chi è meno attento alla politica francese, la fine politica di Nicholas Sarkozy, l’uomo che doveva rivoluzionare la destra moderata francese portandolo più a destra e frenare l’avanzata del Front National, ha fallito nel suo compito quando presidente e poi, quando ha tentato di rientrare nei giochi, ha perso malamente.
L’effetto “chiunque ma non Sarko” sembrava aver avvantaggiato Juppé, più rassicurante, pieno di alleati, conosciuto. Ma la sua moderazione nei programmi e il duello avvelenato con Sarkozy non hanno pagato. Fillon ha lavorato alle alleanze con gli ambienti cattolici conservatori (quelli delle manifestazioni alla Family day), che in Francia sono forti. E nei dibattiti è apparso più presidenziale degli altri: mentre i due contendenti litigavano, lui parlava delle cose da fare, insistendo sulla necessità di ridimensionare l’intervento pubblico. Con queste parole d’ordine ha vinto i dibattiti televisivi, primo momento nel quale ha avuto davvero visibilità e primo momento nel quale i francesi di centrodestra hanno davvero cominciato a prestare atenzione alle primarie.
Sarkozy ha detto che lo sosterrà e a questo punto l’impresa di Juppé appare disperata. Tra i tre concorrenti, ha vinto l’outsider. Sebbene, nel caso di Fillon il termine sia molto relativo: l’ex premier ed ex ministro ed ex capogruppo dell’UMP all’assemblea nazionale non è un novellino.

Ed è piuttosto di destra su tutto: ha idee piuttsoto securitarie per quel che riguarda immigrazione e lotta al terrorismo (tutti contro l’Isis anche Assad) e sui temi etico-sociali. Forse è il candidato miglore per contrastare l’emorragia di voti verso il Front National. Di certo gli elettori di centrodestra alle primarie hanno deciso che né il moderato Juppé, né il controverso – ma più destrorso – Sarkozy erano la figura poltica adatta. A sinistra, intanto, non è affatto chiaro chi e come sarà il candidato. Per ora oltre a Le Pen, di certo c’è solo Macron, che con Marine potrebbe essere la carta che spariglia il quadro politico francese.

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