Il secondo titolo del sito più visitato o quasi del Paese è quello che vedete qui sotto. E lascia intendere: se dovesse vincere il NO al referendum costituzionale, sarebbe la fine dell’Europa per come la conosciamo. A dirlo sono i grandi media economici anglosassoni e, lo suggerisce il titolo, si tratta di un virgolettato.

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Apri l’articolo per leggerlo e il tono cambia. Il nuovo titolo interno è più sfumato e ci racconta che in realtà due su tre delle grandi corazzate del giornalismo economico mondiale non sono poi così preoccupati.

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«Gli osservatori economici sono divisi». Poi leggi l’articolo e capisci altre due cose: che JP Morgan non è preoccupata oltre misura, che il New York Times si preoccupa per il credito e che il titolo, quello riferito al Financial Times, non è l’apertura del giornale ma la colonna settimanale di Walter Munchau, figura di grande autorevolezza ma non il Financial Times e neppure necessariamente qualcuno che parla a nome del giornale. Munchau infatti è Associate editor del giornale, che non vuol dire che è parte della macchina, non ne produce la linea, ma ha piuttosto un titolo che ne riconosce il prestigio. Il profilo twitter di Munchau ci dice infatti: Sono direttore di Eurointelligence e un columnist su Financial Times e Corriere della sera.

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Autorevole, bravo, spesso critico con l’euro e il modo in cui l’Unione europea è stata disegnata e concepita. E spesso a ragione. Ma le sue sono opinioni e non la linea del giornale, che, sarà bene ricordarlo, nel mondo anglosassone e non solo, le column, le opinioni, sono quelle di chi le scrive e non quelle del giornale e spesso sono contrastanti tra loro – quelle che dettano la linea del giornale escono a firma del direttore o senza firma. Tra l’altro Munchau scrive che Renzi ha detto che si dimetterà se il referendum perdesse. È una notizia un po’ vecchia, ci pare di aver capito.

Stiamo smentendo l’idea – che è un po’ lo spin fatto passare dal governo Renzi ai media stranieri che poi vengono ripresi da quelli italiani – che se vincesse il No l’Italia avrebbe enormi problemi e l’Europa sarebbe a rischio? No, nessuno è in grado di confermare o smentire previsioni di questo tipo. Quel che fa un po’ impressione è invece il modo di trattare le notizie, piegarle e stiracchiarle per farle girare come meglio preferiamo. È un brutto vizio e alimenta l’idea che i media siano tutti al servizio di qualcosa o qualcuno. E aiuta anche i siti di bufale e notizie false a crescere.

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