Ralf Stegner, figura di primo piano del Partito socialdemocratico tedesco (Spd), ha affermato che «Angela Merkel non è più invincibile». Le parole di Stegner sono arrivate poco dopo l’annuncio da parte del Cancelliere di voler correre per un quarto mandato governativo nel 2017.

Secondo molti, la candidatura di Merkel mette però pressione alla Spd che deve ancora scegliere il proprio candidato. I potenziali sfidanti socialdemocratici sono Sigmar Gabriel (Segretario generale del partito, nonché attuale Ministro dell’economia) e Martin Schulz (Presidente del Parlamento europeo). Walter Steinmeier, terzo volto della Spd che era stato chiamato in causa per una potenziale candidatura, è ormai fuori dai giochi: la settimana scorsa, cristiano-democratici (Cdu) e Spd si sono accordati sul suo nome per la posizione di Presidente della Repubblica.

Sebbene la convergenza su Steinmeier sia stata raccontata come una sconfitta di Angela Merkel dalla stampa, le cose non stanno proprio così. Un mese fa, Cicero aveva infatti rivelato che Steinmeier sarebbe stato l’unico candidato socialdemocratico a poter battere il Cancelliere. Secondo un sondaggio citato dalla rivista, se i cittadini tedeschi potessero votare direttamente il nuovo capo del governo, opterebbero per Steinmeier nel 28 per cento dei casi, mentre solo il 23 per cento che si schiererebbe con Merkel.

Nel frattempo, gran parte della stampa mondiale ha glorificato Angela Merkel come paladina dei valori occidentali e come ultimo baluardo contro il populismo dilagante. Il salvataggio dell’Europa viene legato al suo potenziale successo elettorale nel 2017.

Ma anche qui, la stampa, forse, sbaglia prospettiva. Sebbene la destra radicale tedesca abbia guadagnato terreno negli ultimi anni, un governo populista di destra nel 2017 rimane del tutto improbabile. La partita sul populismo non si gioca in Germania, ma in Italia, Francia e Olanda. Lo dimostra un recente sondaggio di YouGov: è in questi Paesi che le istanze delle forze populiste hanno una maggiore presa sull’elettorato.

Insomma, non saranno le forze populiste tedesche a far collassare l’Europa, bensì quelle francesi, olandesi e italiane. Queste si nutrono della stabilità tedesca e degli effetti delle politiche europee che il governo di Angela Merkel ha difeso durante gli ultimi dieci anni. Solo un governo tedesco progressista potrebbe rilanciare l’economia del Continente e, conseguentemente, sfilare il terreno sotto ai piedi dei partiti populisti negli altri Paesi.

Proprio per questo motivo, la quarta candidatura di Merkel e l’assenza di un candidato forte della Spd, al contrario di quanto si legge un po’ ovunque in questi giorni, non rappresentano, una buona notizia per l’Europa.

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