I robot e la quarta rivoluzione industriale sono un po’ l’ossessione di quest’anno. Negli ultimi mesi giornali e tv ci hanno raccontato di come intelligenze artificiali e automi cambieranno il nostro modo di vivere da qui ai prossimi anni. Lontano dal rigore di ingegneri e programmatori informatici impegnati a plasmare il futuro tecnologico, c’è però anche chi trasforma l’ ossessione per il mondo dei robot in opera d’arte e oggetto di design. È il caso di Massimo Sirelli, poliedrico art e creative director che assemblando materiali di scarto, orfani del progresso industriale, raccolti in giro per il mondo, dà vita a “robot da compagnia” che sembrano usciti dalle pagine di Isaac Asimov.

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Quella di Sirelli non è solo un’escursione nel mondo dell’upcycling ma un vero e proprio progetto che  sviluppa un dialogo con il pubblico. Ogni robot infatti è caratterizzato da un nome proprio e da una forte identità estetica e può essere adottato sul sito adottaunrobot.com che lo stesso artista definisce “la prima casa adozioni di robot da compagnia del mondo”.

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È così che un barattolo di caffè, ingranaggi vecchi, pezzi di radio o lattine di pomodoro riacquistano un nuovo spazio e un nuovo valore. Lo scopo di tutto questo, oltre che estetico, è anche sociale e punta a diffondere quanto più possibile la cultura del riuso (anche con workshop per bambini) e l’idea che il bello possa nascere anche da qualcosa che era stato considerato uno scarto o un rottame. Al processo produttivo tradizionale Massimo Sirelli oppone un processo creativo che ridà vita e anima a oggetti e pezzi dismessi.

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Chi è. Le creazioni di Massimo Sirelli sono state in mostra presso Museo L. Castel di Pont St.Martin, Temporary Museum di Torino, Triennale di Milano, Villa Reale di Monza, e in moltissime esposizioni e mostre in tutta Italia. I suoi lavori sono stati pubblicati su alcuni dei più importanti libri di grafica e web design al mondo (Taschen, Gestalten, PepinPress). Sirelli è anche docente di Tecniche di presentazione e Portfolio presso lo IED di Torino e di Como.

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