L’Olanda è a pochi mesi dalle elezioni e anche qui, come in Francia e la prossima domenica 4 dicembre, quando in Italia voteremo per il referendum, per le presidenziali in Austria, i temi al centro dello scontro politico non sono l’economia o le questioni internazionali la gli immigrati, le tradizioni, la globalizzazione come categoria un po’ astratta.

L’ultima, orribile, vicenda riguarda Sylvana Simons, figura nota del panorama Tv dei Paesi Bassi che di recente ha deciso di candidarsi alle elezioni. Piccolo particolare – e ragione per la quale Simons si candida – la nostra è nera. Il partito per cui si candida si chiama Denk (pensa) ed è stato fondato da due ex deputati laburisti di origine turca.

La vicenda è di quelle semplici e brutte: giorni fa è comparso in rete il video di un linciaggio, con al posto della faccia del linciato, quella della stessa Simons. Nel video c’erano anche una donna nera nuda che ballava una canzone dal titolo “Oh Sylvana”, che dice tra le altre cose «Perché non fai le valige e te ne vai» e Zwarte Piet, Piet il nero, personaggio folkloristico del Natale olandese, aiutante di Santa Claus dalla pelle nera – e originariamente un po’ malefico, come del resto anche Santa, che donava ai buoni, ma puniva severamente i cattivi. Oltre all’orrore dei video, a Simons sono arrivate anche minacce di morte e insulti. A lei e alla sua famiglia – ai figli è anche capitato di vedere il simpatico video. Simons è arrivata in Olanda a 18 mesi e non ha idea di essere altro se non olandese. «Ma vedo limiti alla mia cittadinanza se mi avventuro a parlare di certi temi». Di tradizione e cultura possono parlare solo gli olandesi alti e bianchi.

La ragione per cui Simons ha attirato tanta rabbia sono proprio i suoi commenti su Zwarte Piet, giudicato un’icona razzista, figlia di un tempo in cui l’Olanda era una potenza coloniale e i negretti potevano essere rappresentati come meglio si credeva. Come spesso accade nel folklore la connotazione negativa si perde e l’idea che Pete il nero sia un’iconcina razzista viene dimenticata. Ma le società complesse contemporanee, come quella olandese, la fanno riemergere e ci fanno ricordare come certe immagini siano figlie degli anni dello schiavismo.

Il Paese è attraversato da anni da un feroce dibattito sull’islam, e la cultura nazionale, prima con l’omicidio del controverso regista Theo Van Gogh, poi con il successo dei partiti populisti, di Pym Fortuyn prima e di Geert Wilders oggi, e questa vicenda non farà che accentuare questa specie di guerra culturale che a giudicare dai sondaggi vede prevalere la parte della società meno aperta alla diversità.

Dank ha sporto denuncia, una persona si è autodenunciata per il video e la richiesta è quella di far proteggere la candidata. Il leader xenofobo Geert Wilders ha invece replicato: «Il modo migliore per proteggere Symons e il suo partito sono ritirare la candidatura e sciogliersi». Wilders ha aggiunto che trova razzista l’idea che gli olandesi debbano rinunciare alla loro tradizione di Piet il nero.

Per dare un’idea del tasso di razzismo e tensione accettato in questi tempi nella società olandese, c’è il commento di un presentatore di programma di calcio alla radio che ha detto di Simons «se ne va in giro fiera come una scimmia», mentre un conduttore radiofonico ha scherzato facendo grugniti da gorilla e poi intervenendo per dire «stai buona Silvana».

In Olanda si vota a metà marzo 2017 e al momento i sondaggi indicano un testa a testa tra i liberali del VVD e la destra xenofoba del PVV di Wilders. La sinistra è esplosa in vari pezzi, con i laburisti che passerebbero dal 38% del 2012 al 12%.

 

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