La tua ditta vuol incontrare un politico di primo piano o, forse, addirittura un ministro del Governo? Sborsa qualche migliaio d’euro e se ne può parlare. Non succede in Italia, ma in Germania, dove questa settimana si è parlato molto di un’inchiesta realizzata dalla Zdf che ha portato a galla gli affari dell’agenzia NWMD, affiliata al Partito socialdemocratico tedesco (Spd).

Il servizio video si può consultare sul sito del programma Frontal21 e documenta come, in cambio di un cifra tra i 3mila e 7mila euro, un privato, tramite l’intermediazione della NWMD, possa pranzare insieme a un ministro del governo tedesco. Come è possibile?

In realtà il “pranzo di lavoro” è solo l’ultimo step di un servizio di consulenza più ampio che l’agenzia mette a disposizione dei privati. In soldoni, il titolare di un’azienda si mette in contatto con l’agenzia, innanzitutto per capire quali siano i referenti chiave per il proprio interesse economico. Infine, a seconda delle disponibilità dei politici stessi, il cliente viene invitato a un evento – spesso un pranzo – che, però, può essere tranquillamente sponsorizzato da terzi.

Il problema è che, a parte il nome dello sponsor ufficiale, non rimane alcuna traccia scritta di chi partecipi agli incontri. Insomma, all’ombra delle così dette attività – tecnicamente legali –  di “sponsoring” di eventi da parte di aziende, si svilupperebbero in realtà incontri e chiacchiere a quattr’occhi più ampi tra politica e mondo del business.

Va specificato che, ufficialmente, i soldi che i clienti versano all’agenzia non vanno in mano né ai politici, né ai partiti. Come spiega Frontal21 nel servizio, si sviluppa una sorta di catena di società private, a mo’ di “scatola cinese” per intenderci, per cui non è il partito a offrire il servizio di “messa in contatto”. Nel caso specifico, l’agenzia NWMD – una società a responsabilità limitata – sarebbe controllata da altre due entità giuridiche prima di entrare in contatto con la Spd.

L’inchiesta ha destato scandalo, visto che non è la prima volta che in Germania si hanno notizie di questo tipo. Solo 6 anni fa infatti, il partito dei Cristiano-democratici di Angela Merkel aveva dovuto far fronte a quello che venne poi definito lo scandalo “Rent-a-Rüttgers” (“Affitta un Rüttgers”, tdr.). Lo scandalo prese il nome dall’allora Primo ministro della regione Nord-Reno Westfalia, il quale, in cambio di bonifici di qualche migliaio di euro, si recava a incontri con privati e aziende. In quell’occasione, il Segretario generale della Spd, Sigmar Gabriel aveva detto che «la Spd rimane un partito aperto con cui può entrare in contatto chiunque, indipendentemente dal livello di reddito che si possiede».

Secondo l’inchiesta di Frontal 21, nel corso degli ultimi 5 anni l’agenzia NWMD avrebbe organizzato meno di 10 incontri all’anno tra politici e privati. Tra le figure politiche di primo piano coinvolte vengono citati: Heiko Maas (Ministro della giustizia), Andrea Nahles (Ministro del lavoro), Barbara Hendricks (Ministro dell’ambiente), Manuela Schwesig (Ministro della famiglia).

Proprio Heiko Maas è stato intervistato a proposito dalla troupe della Zdf. Il Ministro ha affermato che «le modalità di finanziamento degli incontri a cui partecipa non sono di sua competenza». Nel caso specifico, il Ministro Maas aveva partecipato a un pranzo “sponsorizzato” dalla banca ING-DiBa per parlare del tema “Protezione dei dati personali nell’epoca digitale”. Anche il Segretario generale della Spd, Sigmar Gabriel, ha affermato di «non sapere nulla di questo tipo di incontri ristretti sponsorizzati da aziende e privati».

Sebbene non stiamo parlando di giri d’affari clamorosi, secondo Frank Saliger, un esperto legale intervistato da Frontal 21, «esiste un dubbio fondato che si abbia a che fare con un aggiramento delle regole sul finanziamento ai partiti”. Gli fa eco Sophie Schönberger dell’Università di Costanza: «Non è possibile che tramite la copertura di una semplice società a responsabilità limitata, diventi lecito ciò che è vietato dalla legge». Sul tema si è espressa anche Christina Deckwirth dell’organizzazione non governativa “LobbyControl”: «La politica non può, e non deve assolutamente, dare l’idea di essere a disposizione del miglior offerente».

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