Una faccia da ragazzone americano standard e i capelli tagliati un po’ alla moda, a zero ai lati e più lunghi sopra. Con il problema che nel suo caso, più che alla moda sono un’imitazione della Hitler Jugend. Richard Spencer è la faccia della nuova estrema destra americana, quella Alt-right (alternative right) che di colpo è entrata nella politica dalla porta principale lasciata socchiusa da Steve Bannon quando ha offerto il sito da lui diretto, Breitbart News, come «piattaforma ideale» per il movimento. Eravamo ancora in campagna elettorale e Alt-right stava impazzando sui social media con la propria capacità di trollare, attaccare, rendere virali meme razzisti o pro-Trump. Oggi Bannon, dopo essere stato capo della campagna del candidato Trump, è il capo della strategia della Casa Bianca, futura.


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Cosa pensano quelli di Alt-right e quanto sono forti? La definizione “destra alternativa” risale al 2008, è appunto di Spencer, ed è un modo di dire: siamo la destra nuova, antitetica e nemica di quella conservatrice che a parole ha solidi principi e nella realtà flirta con i poteri forti. Non si tratta di un gruppo omogeneo ma di una galassia che, nell’anno di grazia 2016, si sente più forte che mai e crede di aver contribuito a mettere un alleato nel posto più importante d’America. In un mondo dominato dalle identità razziali, sostiene Spencer, l’uomo bianco è messo nell’angolo e deve reagire.

Nella galassia Alt-right convivono ossessioni diverse: ci sono i neo-reazionari, che auspicano il ritorno a un governo non democratico e alla «civiltà occidentale tradizionale»; gli Archeofuturisti, riprendono invece le idee di Guillame Faye, che tiene assieme i “valori tradizionali” e la necessità di non rifiutare lo sviluppo tecnologico. Poi ci sono i fautori della “biodiversità umana” che teorizzano una classificazione gerarchica delle razze e la separazione dei diversi. Tradotto: razzismo scientifico.

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