Mentre a Palermo l'indagine sulle firme false raccolte per le amministrative del 2012 si estende, il nuovo collegio dei probiviri sospende i deputati indagati

«Il COLLEGIO DEI PROBIVIRI dispone la sospensione cautelare dal Movimento 5 Stelle dei signori MANNINO Claudia, DI VITA Giulia, NUTI Riccardo e BUSALACCHI Samantha». Così sentenzia e silenzia (o almeno ci prova), il blog, la vicenda delle firme false a Palermo, che per la prima volta ha visto nel ruolo di indagati (dei 13 coinvolti) tre parlamentari del Movimento 5 stelle. Gli eletti siciliani, nonostante fosse stato richiesto loro da Beppe Grillo stesso un passo indietro, non si erano autosospesi. Né avevano collaborato con la magistratura. «In particolare è stato segnalato come comportamento lesivo – scrive infatti il blog in tarda serata di ieri –  il non aver raccolto l’appello del garante del MoVimento 5 Stelle che aveva chiesto un’autosospensione a tutela dell’immagine del MoVimento non appena si fosse venuti a conoscenza di un’indagine a carico. Sono stati segnalati inoltre come comportamenti non conformi ai principi del MoVimento l’avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai PM e il rifiuto di procurare un saggio grafico». Atteggiamenti, ne abbiamo scritto, quantomeno anomali e scostanti rispetto alla tradizionale principio di trasparenza dei Cinquestelle.

E allora procede il collegio. Sospensione “cautelare”, a tutela dell’immagine del Movimento. Sia mai si pensasse che anche i loro hanno atteggiamenti scorretti. Ma, sta volta, si tengono – e concedono – il beneficio del dubbio: «Ogni valutazione definitiva sull’eventuale addebito disciplinare sarà effettuata nella piena cognizione di tutti i fatti rilevanti di cui al presente procedimento, anche all’esito delle valutazioni svolte dall’autorità giudiziaria e nel contraddittorio con gli interessati».
Un ammorbidimento dovuto, quello del Movimento, perché in passato la mannaia dell’espulsione, calata dall’alto, direttamente dal defunto guru Gianroberto Casaleggio, li avrebbe colpiti senza appello. E soprattutto, senza il beneficio del citato contraddittorio. Ma reduce da scissioni, denunce di attivisti, e contraddizioni sul territorio, le clamorose disparità dovute all’arbitrarietà del provvedimento, il Movimento è dovuto correre ai ripari e istituire, nel nuovo regolamento votato due mesi fa dagli attivisti del blog, questa nuova figura, il collegio dei probiviri. Una sorta di tribunale interno, composto da tre deputati scelti dall’assemblea mediante votazione in rete che resta in carica tre anni. Paola Carinelli, Nunzia Catalfo, Riccardo Fraccaro sono freschi di nomina (venerdì scorso) e questo è il loro primo provvedimento.

Ora, probabilmente i deputati indagati dovranno passare al gruppo misto alla Camera, mentre è probabile, come scrive il fattoquotidiano.it, che finisca qui la corsa alle comunarie di Palermo della Buslacchi. La collaboratrice del gruppo M5s dell’Assemblea regionale siciliana, è stata allontanata non appena ricevuto l’avviso di comparizione.

Nel frattempo, sulla questione, mentre esplode la rabbia degli attivisti sul web, il capo politico Grillo, si chiude nel silenzio. Ieri a Firenze per il Restitution day, assieme a Davide Casaleggio, non ha voluto commentare la vicenda. Ma chi gli è vicino sa che non l’ha presa bene.