Nove deputati europei dell’area Gue/Ngl, del gruppo Socialdemocratico e dei Verdi hanno scritto una lettera aperta al Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Gli eurodeputati invitano le istituzioni e i creditori internazionali a facilitare le negoziazioni per un alleggerimento del debito greco. I firmatari del documento – tra i quali Sergio Cofferati (S&D) e Curzio Maltese (Gue/Ngl) – ricordano a Dijsselbloem che la rinegoziazione del debito permetterebbe all’economia greca di consolidare il percorso di crescita intrapreso da qualche mese.

Nel frattempo, lunedì, il Commissario europeo, Pierre Moscovici, ha visitato Atene nel quadro della seconda revisione dell’attuale programma di bailout. Secondo Euractiv, Moscovici ha affermato che le istituzioni e il governo di Tsipras «sono molto vicine ad un accordo» e che entro questa fine settimana si dovrebbe raggiungere un’«intesa di massima a livello di staff tecnico», prima dell’Eurogruppo di settimana prossima.

In effetti, da calendario, l’Eurogruppo del 5 dicembre era stato previsto come momento di chiusura della seconda revisione. Contestualmente dovrebbero iniziare i negoziati per un accordo sul debito del Paese ellenico. Proprio per questo motivo, nella lettera, gli europarlamentari, hanno voluto sottolineare che «nessun partner istituzionale ha un interesse nel ritardare la conclusione della seconda revisione del programma di bailout».

È proprio così? Ekathimerini suggerisce che, alle spalle degli incontri fra Atene e Bruxelles, la vera partita si starebbe giocando fra Germania e Fondo monetario internazionale. Secondo il Ministro dell’economia greco, Tsakalotos, l’Fmi starebbe facendo di nuovo pressione sulla Germania per chiedere ulteriori riforme del mercato del lavoro.

Intanto, anche Benoit Coeure, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea (Bce) ha ricordato a tutte le parti coinvolte nelle negoziazioni che ci «sono seri dubbi riguardo alla sostenibilità del debito greco».

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