Martedì 29 novembre, i rappresentanti dei partiti socialdemocratici e dei sindacati di Germania, Austria e Svezia si sono incontrati a Vienna, per sottoscrivere una carta comune per un’Europa del progresso sociale. Il “Patto europeo per il progresso sociale” contiene dieci punti strategici e ribadisce a chiare lettere che c’è bisogno di «un’Europa sociale […] un’Europa delle persone, oltre che dei mercati».

Il Segretario generale del Partito socialdemocratico tedesco (Spd), Sigmar Gabriel, ha affermato che «l’Europa del Mercato unico è arrivata al suo limite naturale». L’obiettivo dichiarato del leader della Spd è quello di dare «una direzione a questa Unione».

Il Cancelliere austriaco – nonché leader del Partito socialdemocratico austriaco (Spö) -, Christian Kern, ha anche commentato l’avanzata delle forze populiste nel Continente: «Siamo difronte a un abisso». Inoltre, Kern ha messo in guardia rispetto a una «competizione fiscale al ribasso» tra Paesi dell’Ue: una critica che arriva diretta a Budapest e Londra, dove i rispettivi governi stanno agendo proprio in questa direzione da qualche settimana.

Il Segretario della Federazione sindacale tedesca (Dgb), Reiner Hoffmann, ha avvisato che «se l’Europa continuerà ad agire come ha fatto finora, non possiamo escludere il suo fallimento». «Ci siamo scordati di mettere al centro del progetto di integrazione le persone».

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