Tutto è cominciato nel luglio 2012, più di quattro anni fa. E per tutto questo tempo, per le strade di Aleppo di è combattuto. Le case sono state bombardate, gli ospedali distrutti, la gente è fuggita. Dalla parte est, quella nelle mani dei ribelli, così come nella parte tenuta dall’esercito. Peggio è andata a quelli dell’est perché Assad ha usato armi vietate dalle convenzioni e perché il suo esercito, e quello russo intervenuto al suo fianco, sono più e meglio armati e hanno l’aviazione. Oggi l’Unicef ha lanciato un Aleppo Day, per parlare delle persone che hanno bisogno di tutto, quelle uscita dalla città nelle ultime settimane e quelle che da mesi vivono in campi profughi. Una raccolta di beni e il tentativo di sensibilizzare. La guerra non è finita e, soprattutto, anche se smettessero le bombe, la Siria è rasa al suolo. Serve aiuto.

scene of devastation

This image released on Friday, Dec. 16, 2016 by Aleppo 24, shows a man of eastern Aleppo standing next to a fire in western rural Aleppo, Syria. As the last holdouts leave the rebel-held enclave in Aleppo, they speak of their love for the city despite witnessing so much destruction and death. Bit by bit over three weeks, the government offensive chipped away at their last refuge. (Aleppo 24 via AP)

(Aleppo 24 via AP)

Mideast Syria Fighting and killing continues in Aleppo US makes plea to the Syrian government in a bit to allow aid to reach rebel-held area Tariq al-Bab neighborhood neighbourhood of Aleppo Daily life in Syria At least 34 killed in new attacks in Syrian city of Aleppo ++ Siria: raid ospedale Msf, 30 morti,anche donne e bimbi ++ Siria: Ong,almeno 27 uccisi oggi in raid aerei su Aleppo est Unrest in Aleppo Syrian army in Aleppo districts

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