Se vi capitasse di cercare Eva Bartlett su YouTube scoprireste che c’è un video nel quale una «giornalista indipendente canadese smonta le verità occidentali sulla Siria». Di quel video in inglese esistono decine di post sul canale video e le visualizzazioni sono milioni. Quel video è stato postato più di una volta sulla pagina facebook di Left per commentare la nostra ultima copertina del 2016 dedicata ai Caschi Bianchi. Che ha generato polemiche, messaggi sdegnati e commenti insultanti. La domanda retorica di molti che commentavano era «Chi vi paga?», la risposta «Soros, la Cia». Dietro a questo sdegno l’idea che in Siria sia in corso una guerra anti-coloniale che vede Bashar al Assad, sostenuto da Vladimir Putin, l’Iran ed Hezbollah contro, nell’ordine: gli Stati Uniti, l’Occidente, al Qaeda, l’Isis.

Perché tante polemiche? Siamo davvero di fronte a uno scontro di civiltà tra i buoni (Assad e la Russia) e i cattivi? L’Occidente ha davvero cercato di scatenare la guerra civile siriana per poi allearsi con al Qaeda, come sembrano suggerire molti articoli che ignorano quanto capita, le denunce delle organizzazioni umanitarie di ogni ordine e grado? E chi combatte in Siria?

Su Left in edicola da sabato 7 gennaio proviamo a rispondere a queste domande. Sapendo che il conflitto siriano è un pantano, che responsabilità ne hanno tutti e che non c’è una verità unica. E che una vita salvata è una vita salvata – e per questo abbiamo dedicato una copertina ai Caschi Bianchi. Cercano un po’ abbiamo anche scoperto, non c’è voluto molto, che la il governo russo sta lavorando da anni per creare media, account social e materiale informativo in grado di influenzare l’opinione pubblica occidentale. Proprio come gli Usa hanno fatto negli anni della Guerra fredda. Ma con tecniche e abilità contemporanee.

Su Left è in edicola dal 7 gennaio l’articolo sulla Siria, i Caschi bianchi e l’informazione di guerra

 

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