Cyberspionaggio, due fratelli hacker e logge massoniche. Non poteva offrire spunti migliori l’operazione Eye Pyramid che ha portato all’arresto di Giulio Occhionero, ingegnere nucleare di 45 anni con la passione per l’hackeraggio, e sua sorella Francesca Maria Occhionero (49). I due che facevano base a Londra, al momento sono rinchiusi nel carcere romano di Regina Coeli e saranno interrogati oggi (mercoledì) per rendere conto della rete di cyberspinaggio che avevano allestito. Uomini di spicco della politica italiana e europea gli obiettivi dei fratelli Occhionero, tra le vittime del cyberspionaggio spiccano i nomi del presidente della Bce Mario Draghi, degli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti, ma anche dell’ex governatore della Banca d’Italia Fabrizio Saccomani e dell’ex sindaco di Torino Piero Fassino.

L’accusa delle autorità italiane è quella di aver istituito «un centro di cyberspinonaggio per monitorare le istituzioni, il governo, esponenti di spicco della società e imprenditori» e di aver catalogato illegalmente per 5 anni «informazioni riguardanti lo stato di sicurezza» per creare dossier su politici, manager e banchieri, grazie a delle mail di phishing e ad un malware che permetteva a Occhionero di «ricevere regolarmente sul proprio personal computer tutti i dati carpiti dai computer delle vittime, inviandoli poi a un server». Secondo gli investigatori, Giulio Occhionero deteneva un grado elevato all’interno della loggia massonica del “Grande oriente” e stava lavorando all’istituzione di una nuova loggia.

Gli echi ricordano P2 e Licio Gelli e molte delle mail alle quali l’ingegnere inviava i dati rubati sono le stesse emerse nel 2011 all’interno del procedimento penale avviato a Napoli contro le P4. Nonostante questo le autorità sono convinte che il reale scopo dell’operazione di hackeraggio realizzata dai due fratelli Occhionero avesse lo scopo di raccogliere informazioni per venderle poi ad altre figure di spicco dell’establishment italiano interessate a conoscere quanto più possibile sui soggetti vittime del cyberattacco dei due hacker italiani.

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